Nota editoriale. Questo testo nasce da un articolo che commentava un fatto di cronaca. Ho scelto di conservarne solo la parte giuridica, eliminando ogni riferimento che permetta di identificare il caso: non mi sembra rispettoso, verso una vittima e verso persone che con il mio studio non hanno nulla a che fare, trattare una tragedia reale come materiale didattico.

La telefonata, di solito, arriva di notte o all’alba. Dall’altra parte c’e un familiare: hanno portato via il figlio, il fratello, il marito. C’e stata una morte, e qualcuno e stato arrestato. La prima cosa che mi viene chiesta non e quasi mai “quanti anni rischia”. E “cosa succede adesso, nelle prossime ore?”. Ed e la domanda giusta, perche nelle prime quarantotto ore di un procedimento per omicidio si decide molto piu di quanto si immagini.

Se ti trovi in questa situazione, voglio spiegarti con franchezza come funziona, senza addolcire nulla e senza farti credere che esistano scorciatoie.

Di che reato stiamo parlando

L’omicidio doloso e il delitto descritto dall’articolo 575 del codice penale: chi cagiona la morte di una persona e punito con la reclusione non inferiore a ventuno anni. Ventuno e il minimo, non il massimo: e gia un dato che dice quanto sia serio il terreno.

Quel minimo, pero, e solo il punto di partenza. Quando ricorrono certe circostanze, la pena non e piu la reclusione ma l’ergastolo. Lo prevedono l’art. 576 e l’art. 577 c.p.: la premeditazione, l’uso di sostanze venefiche o di altro mezzo insidioso, i motivi abietti o futili, l’omicidio del coniuge, del convivente o della persona legata all’autore da una relazione affettiva. Su quest’ultimo punto la legge e cambiata negli anni: la riforma del 2019 (L. 69/2019) ha ampliato la cerchia delle vittime “qualificate”, includendo conviventi ed ex partner, e ha irrigidito il gioco delle attenuanti.

E c’e una novita recentissima che chi legge oggi deve conoscere. Dalla fine del 2025 esiste nel codice un reato autonomo di femminicidio, l’art. 577-bis c.p., introdotto dalla legge n. 181 del 2025: punisce con l’ergastolo l’uccisione di una donna quando il fatto e commesso come atto di odio o discriminazione, di controllo o possesso, o in relazione al rifiuto di una relazione affettiva. Non e una semplice etichetta: ridisegna l’inquadramento di una fascia ampia di casi che prima venivano ricondotti all’art. 575 con le aggravanti. Se l’accusa contesta questa figura, la difesa parte da un quadro sanzionatorio diverso, e va impostata di conseguenza fin dal primo atto.

Le prime ore: arresto e convalida

Per un delitto di sangue di questa gravita l’arresto in flagranza non e una scelta della polizia giudiziaria: e obbligatorio, lo impone l’art. 380 c.p.p.. Da quel momento partono dei termini rigidi, e qui voglio che tu capisca un meccanismo che spesso viene raccontato male.

Entro quarantotto ore dall’arresto il pubblico ministero deve mettere la persona a disposizione del giudice chiedendo la convalida; entro le successive quarantotto ore il giudice deve celebrare l’udienza e decidere (art. 391 c.p.p.). Se quei termini saltano, l’arresto perde efficacia. L’udienza di convalida non e una formalita: e il primo momento in cui io, come difensore, posso parlare, contestare la flagranza, discutere se la misura chiesta sia davvero necessaria. Arrivarci impreparati, o arrivarci tardi, e un lusso che in questi procedimenti non ci si puo permettere.

Nella stessa sede si decide la misura cautelare. Perche venga applicata il giudice deve riscontrare almeno una delle esigenze indicate dall’art. 274 c.p.p.: il pericolo di inquinamento delle prove, il pericolo di fuga, il pericolo che il reato venga ripetuto. Ti dico subito la verita: per un’accusa di omicidio aggravato la custodia in carcere e, di regola, l’esito. Ma “di regola” non vuol dire “automaticamente”. Il punto su cui si lavora e proprio questo: smontare l’idea che la misura piu afflittiva sia l’unica possibile.

E se la misura viene applicata, non e l’ultima parola. Entro dieci giorni si puo chiedere il riesame al Tribunale della liberta (art. 309 c.p.p.), e contro la sua decisione si puo ricorrere in Cassazione, sempre entro dieci giorni (art. 311 c.p.p.). Sono finestre strette: o le si usa subito, o si chiudono.

Come si difende, davvero, un’accusa di omicidio

Nella mia esperienza, in questi procedimenti la differenza non la fa l’arringa finale. La fa il lavoro silenzioso sulla prova, fatto presto.

Il primo terreno e la prova scientifica. Il DNA, la perizia balistica, l’autopsia sembrano dati incontrovertibili, ma reggono solo se regge la catena di custodia: dove e stato repertato un campione, chi lo ha maneggiato, come e stato conservato. Mi e capitato piu di una volta di vedere conclusioni accusatorie apparentemente solide incrinarsi proprio su un anello di quella catena.

Il secondo e la qualificazione giuridica. Tra omicidio doloso, preterintenzionale e colposo, e tra le diverse aggravanti, passa una distanza enorme in termini di pena. Capire cosa e realmente accaduto, e con quale intenzione, e spesso il vero campo di battaglia.

Poi c’e il versante della capacita di intendere e di volere, dove la perizia psichiatrica puo cambiare la fisionomia del processo. E c’e la scelta del rito. Qui devo essere chiaro, perche e un punto su cui circolano informazioni vecchie: il giudizio abbreviato, che consentirebbe una riduzione di pena, e oggi escluso per i delitti puniti con l’ergastolo. Lo stabilisce l’art. 438, comma 1-bis, c.p.p., e la Corte costituzionale ne ha confermato la legittimita con la sentenza n. 2 del 2025. Tradotto: per un omicidio che espone all’ergastolo, la strada dell’abbreviato di norma non c’e. Chi te la promette non ti sta dicendo la verita.

Un’ultima cosa, sui diritti che il difensore esercita fin dalla fase cautelare: l’accesso agli atti, la possibilita di chiedere il riesame, la revoca o la sostituzione della misura, la partecipazione alle udienze. Non sono dettagli tecnici. Sono gli strumenti con cui, ora dopo ora, si tiene aperta una difesa.

Domande che mi vengono fatte spesso

Quanti anni si rischiano per omicidio? Per l’omicidio “base” la reclusione non e inferiore a ventuno anni. Quando ricorrono le aggravanti degli artt. 576 e 577, o nei casi di femminicidio dell’art. 577-bis, la pena e l’ergastolo.

Cosa succede subito dopo l’arresto? Entro pochi giorni si tiene l’udienza di convalida davanti al giudice, dove si decide anche la misura cautelare. E il primo momento in cui la difesa puo intervenire.

Si puo contestare la custodia in carcere? Si. Si chiede il riesame al Tribunale della liberta entro dieci giorni, e si puo poi ricorrere in Cassazione. Sono termini brevi, vanno rispettati al minuto.

Si puo chiedere il rito abbreviato? Per i reati puniti con l’ergastolo, no: l’abbreviato e escluso per legge, e la Corte costituzionale lo ha confermato nel 2025. Va valutato caso per caso quale sia, allora, la strategia processuale piu utile.

Le perizie sono decisive? Pesano molto, ma non vincolano il giudice. Il confronto tra perizia d’ufficio e consulenza di parte e spesso il cuore del processo.

Le norme di riferimento

Art. 575 c.p. (omicidio) · artt. 576-577 c.p. (aggravanti, ergastolo) · art. 577-bis c.p. (femminicidio, L. 181/2025) · art. 380 c.p.p. (arresto obbligatorio in flagranza) · art. 391 c.p.p. (convalida) · art. 274 c.p.p. (esigenze cautelari) · art. 309 c.p.p. (riesame) · art. 311 c.p.p. (Cassazione) · art. 438, comma 1-bis, c.p.p. (esclusione del rito abbreviato per i reati da ergastolo).

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